giovedì 10 dicembre 2009

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Pecos Bill e il peso della verità

Se mi chiedessero di quante e quali serie si compone la collezione completa di Pecos Bill sarei costretto a rispondere che non è così che vanno suddivise le sue avventure. Non proporrei una classificazione cronologica. Direi invece che, come per il Vangelo, si può parlare di testi canonici e testi apocrifi.



Il testo canonico, quello che ha creato il mito, in realtà è uno solo e venne pubblicato in 165 uscite nella collana degli Albi d'Oro Mondadori, a partire dal Dicembre del 1949. Non c'è bisogno di ricordare che le sceneggiature erano del grande Guido Martina e i disegni di Raffaele Paparella (che diede il volto all'eroe), Gino D'Antonio, Antonio Canale, Francesco Gamba, Rinaldo D'Ami e altri. Come abbiamo visto la volta scorsa, queste avventure si conclusero con la morte del personaggio, senza che questi avesse sparato un sol colpo di pistola. Il testo canonico è stato poi più volte ristampato, non sempre in maniera completa, nel corso degli anni. La ristampa più importante è quella della Mondadori del 1960/65 in 117 albetti.

Già dal 1956, ovvero un anno dopo la morte del personaggio, iniziarono a circolare i primi testi apocrifi. Venne pubblicata una collana delle Edizioni Alpe in 38 numeri, con un Pecos Bill moro che usava normalmente la pistola.


Ma questo apocrifo è talmente ingenuo che non ci spaventa. E' facilmente smascherabile. E' semplicemente un "falso" Pecos Bill, un altro personaggio. Le Edizioni Alpe sfruttarono forse il fatto che il diritto d'autore non poteva proteggere un nome che apparteneva al folklore americano.

Nel 1965, però, la Mondadori passò i diritti del proprio personaggio all'editore Fasani, permettendo la creazione di nuove avventure "postume" (o, per meglio dire, da retrodatare). Martina non c'era più a creare le storie, ma Paparella rimase tra i disegnatori, dando di fatto all'operazione tutti i crismi dell'ufficialità (o no?).

Uscirono tantissime storie inedite, quasi tutte rispettose del personaggio originale. Ma basta poco per cambiare il volto di un grande eroe. Come reagire quando, voltando pagina, si vedono cose come questa?


Abbiamo visto che l'apocrifo è spesso un FALSO, un subdolo tentativo da parte dei detrattori di distruggere il mito. Altre volte invece l'apocrifo è tale perché contiene delle verità scomode che non possono essere accettate ufficialmente: è il VERO Pecos Bill, ma non riconosciuto. Qui la questione è controversa e il dubbio, per ora, rimane.



PS: negli anni successivi altri apocrifi di altri editori sono saltati fuori, ma casomai ne parleremo in futuro. Per un solo post questo è già abbastanza, mi pare :-)

2 commenti:

  1. fabrizio frosali7 novembre 2010 09:52

    Scusami, una piccola inesattezza, che puntualizzo per la precisione,( ma che comunque non cambia il tuo giudizio generale che condivido e che pone Pecos Bill ad un livello molto superiore a quello di Tex): anche Pecos Bill, nella serie canonica, uccide per arma da fuoco, quando è proprio alle strette, vedi nella capanna assediata dagli indiani di Genika! Oppure, altro esempio col tomahawk uno stregone, al solo scopo di proteggere una principessa indiana!
    Ciao, buon lavoro comunque!
    Fabrizio

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  2. Ciao Fabrizio,

    grazie per la puntualizzazione, doverosa. Non ho letto tutte le storie di Pecos Bill, né una grandissima quantità a dire il vero, per cui la cosa mi è semplicemente sfuggita.

    Comunque rimane il fatto che in alcuni albi dell'edizione Fasani il personaggio è stato completamente stravolto, rendendolo uguale a tanti altri.

    Quello originale ha un'umanità e una signorilità che non si trova in nessun altro luogo del west.

    Federico

    RispondiElimina

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