sabato 7 agosto 2010

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Lo Spaghetti Western made in Italia Editoriale



Non è facile dare una definizione del genere cinematografico "Spaghetti Western" (e per questo non ci proverò). Di certo quello che si legge in rete su Wikipedia o su altri siti specializzati, come il fatto che si tratta di film prodotti in Italia con budget limitato, ricchi d'azione e violenza, con rari dialoghi e molta attenzione alle musiche, è correttissimo. Ma si tratta di affermazioni che, secondo me, sfiorano soltanto l'essenza della questione.

Per me tutto il significato dello Spaghetti Western, di tutte le decine e centinaia di film del decennio 1965-75,  è riassunto già dai primi minuti di Per un Pugno Di Dollari, quando Joe abbassa lo sguardo e fa finta di non vedere un bambino maltrattato. Ve lo ricordate (min. 3:10)?



E poi il duello finale, con la trovata della lastra di metallo che è molto di più di un colpo di scena, è proprio lo strappo definitivo col mondo fasullo del cinema americano. E' una banalità, una volgarità che nessun regista  americano avrebbe mai pensato. E' la vita stessa dello spettatore che entra nel film, perché è il metodo che qualsiasi persona comune utilizzerebbe nella realtà, ma arriva del tutto inatteso perché siamo davanti a uno schermo dove i personaggi si dovrebbero comportare in un altro modo. 

E nei fumetti? Mi sembra si possa dire che, in una certa misura, tutta la produzione western del fumetto italiano abbia alcune caratteristiche da Spaghetto. Del resto, la finalità ultima che già in partenza avevano questi film, l'intrattenimento puro e semplice, è sempre stata alla base di tutto il fumetto popolare. Ed è proprio la parola popolare il legame tra il western all'italiana del cinema e il fumetto italiano; Sergio Leone in tutte le sue interviste dice che vuole divertire lo spettatore con la spettacolarità, che vuole raccontargli una favola. Ma ci sono anche altre caratteristiche che i due mondi condividono, e che forse lo Spaghetti Western ha preso in prestito dal Fumetto Italiano. La più importante (ma ce ne sono altre) è la serializzazione dei personaggi: tutti i vari Trinità, Sartana, Ringo, Sabata ecc. ecc. sono inseriti in vere e proprie saghe di molti film. E non solo il protagonista è sempre lo stesso, ma anche i cattivi sono sempre gli stessi (persino gli stessi attori). Quello dello Spaghetti Western è un mondo autoreferenziale, propri come i fumetti western (pensiamo agli storici amici e nemici di Tex, per esempio).

Tuttavia c'è proprio un filone di fumetti western che possiamo considerare specificatamente Spaghetti, un filone formato da certe testate uscite proprio negli anni 1965-75 che rappresentano anch'esse una rottura con la tradizione fumettistica precedente. Anche in questo caso non è per niente facile darne una definizione adeguata, né è possibile stabilire con esattezza quanto di questo "nuovo corso" sia dovuto alla rivoluzione cinematografica di Sergio Leone e quanto a quella fumettistica delle sorelle Giussani.  Ma, come per i film, si possono individuare delle caratteristiche che, anche se non si verificano sempre tutte assieme, sono tipiche di questo genere:

1) Gli albi hanno copertine che richiamano allo SW;
2) I titoli delle testate si rifanno allo SW;
3) La casa editrice è spesso una meteora del fumetto (e qui viene subito il parallelo con i bassi budget degli SW);
4) I disegni sono (volutamente) più sgrammaticati e si allontanano dalla classicità del tratto pulito. A volte assumono toni quasi grotteschi;
5) Benché il formato sia il più delle volte bonelliano, le storie sono più stringate, più frenetiche, più immediate, e di respiro molto meno ampio che nei classici come Tex.
6) Lo stereotipo dei personaggi è quello degli SW, non c'è mai l'eroe di stampo classico.

In passato abbiamo parlato di El Desperado che, come altri fumetti degli anni '60 tipo Il Santo, proponeva spesso delle copertine con Clint Eastwood o altri attori del genere:




E abbiamo anche parlato di Kirbi Flint, uno strano ibrido tra un Western Classico e uno Spaghetto.

Ma le testate più sfacciatamente, incontestabilmente, affascinantemente Spaghetto sono quelle di due case editrici da tempo scomparse: la Editrice Ellepi e l'Editoriale Italia. Due denominazioni che possiamo però considerare come un'unica casa editrice in quanto la prima si sostituì alla seconda nella prosecuzione delle stesse collane intorno al 1972.

Le case editrici proposero molti fumetti di vari generi, dall'erotico all'horror, ma fu nello SW che si distinsero creando alcune serie che ebbero un certo effimero successo. Sono ben sei le testate da ricordare, se si escludono un paio di serie (Sergente Clem e Samantha) che hanno certe affinità ma non appartengono propriamente al genere.

La prima è Sartana, del Marzo 1971, sceneggiature di Giorgio Pedrazzi e disegni del fratello Mario pima, poi di Domenico Mirabella e dello Studiosette.


E' il tipico Cavaliere Solitario, e anche il nome si rifà al personaggio dei film. Il formato dell'albo è bonelliano ma la tavola è costruita a 4 vignette grandi e non a 3 strisce. Così la lettura è  rapida, la storia acquista velocità perché il disegno non si sofferma sul dettaglio, e rimane solo una storia da leggere, senza troppi fronzoli e anzi ricca d'azione e di divertimento. Tanto per fare un esempio, in una storia di 60 pagine Sartana riesce, nell'ordine, ad andare a letto con una ragazza, a prendersi le rivoltellate del padre di lei, a venir catturato e liberato dal Ku Klux Klan, a punire un balordo al saloon e non vado avanto perché siamo solo a pagina 20!


Poi c'è Trinità del Gennaio 1972, che presenta le avventure semiserie di Trinità e Bambino, proprio come al cinema.


Vale lo stesso discorso che per Sartana, con in più una componente umoristica e i disegni di Guido Canestrari che a me piacciono tantissimo, e che definirei emblematici per il genere degli SW (vedi punto 4).


Contemporaneamente a Trinità esce Sabata (Dicembre 1971). Formato più piccolo (a metà strada tra un bonelli e un nero) e minor foliazione, è il personaggio meno interessante del gruppo. Anche lui è un cavaliere solitario, e anche lui deve il nome a un personaggio del cinema, ma le storie appaiono più "vecchie" e stereotipate, da fumetto anni '60. Disegni del Cartoonstudio.


Nevada è di poco successivo (Febbraio 1972). I disegni sono di Marchetti, che avevamo già incontrato ne I Samurai.


Per quello che ho avuto modo di leggere, è il personaggio più "nero" e cattivo del gruppo. In una storia, appare a pagina 3 in una collina mentre prende la mira per uccidere a sangue freddo un uomo. Non una scena molto canonica:


Ma del resto la pubblicità aveva avvertito i lettori:


Infine, Dakota e Kociss arrivano rispettivamente  nel Giugno e nell'Agosto del 1972. I testi sono di Mario Esposito, e il principale disegnatore è R. Esposito (e questi due autori non li conosco). Poi sono citati per Kociss, oltre che Maurizio Santoro, anche i futuri bonelliani "Esposito Bros" Nando e Denisio che, se la cosa fosse vera, significherebbe che hanno realizzato quei fumetti all'età di circa 10 anni!



Mi sembra strano, ma tutto può essere. In effetti queste due testate sono quelle che presentano i disegni più acerbi, e mostrano tutto l'artigianato tipico degli SW (punto 3). Addirittura in un episodio di Dakota c'è l'errore di grafia "Scheriffo" con l'h, per tutta la storia (terza vignetta):


Ad essere precisi Kociss, come i già citati Clem e Samantha, non dovrebbe stare con gli altri titoli, dato che di fatto si riallaccia tematicamente al classico Kocis di GL Bonelli e Uberti o quello dei fratelli Chiomenti. Ma alla fine l'ho messo qui perché se nei contenuti c'entra poco, nel modo in cui è realizzato ha tutto il fascino dello SW fumettistico (notate anche solo la posizione dei baloon e il lettering):


Dopo tutto questo papiro, i collezionisti si chiederanno perché non abbia messo la cosa più importante, la cronologia completa di tutte queste serie.  Perché la metterò nel prossimo post, insieme alla cronologia il più possibile completa di tutta  la miriade di raccolte/ristampe che queste collane hanno avuto negli anni. Sarà una puntata della Rubrica sulle Inessattezze della Guida di Bono, perché avrò alcune cosette da correggere o aggiungere. A presto!

3 commenti:

  1. Così come ti avevo richiesto, hai prontamente iniziato una bella pagina dedicata al fumetto western italiano. Non vedo l'ora di vedere la seconda parte assieme anche ad uno speciale dedicato alla Cerretti editore e alle sue svariate serie di Zorro e Geronimo (oltre alle seriettine minori ovviamente!).

    Grazie ^^

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  2. Ho trovato il tuo blog facendo una ricerca in rete sui "neri", e l'ho messo subito fra i preferiti. È piacevole alla lettura, rigoroso e propone a noi appassionati delle "chicche" sconosciute ai più, come queste serie western. Complimenti e continua così, ti leggo davvero con piacere!
    Giovanni

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  3. @ Alex

    Caro Alex, grazie a te del tuo interessamento e affetto. Ho messo in lista tra le cose da fare la Cronologia delle edizioni Cerretti. Se ti va, mandami un'email privata aiutandomi a identificare tutte le testate dell'editore, altrimenti può darsi che me ne sfugga qualcuna dato che non le conosco tutte benissimo.

    @ Giovanni

    Caro Giovanni, ti ringrazio tanto dei bei complimenti che mi fai. Non potevi essere più gentile! Grazie di cuore.

    Ciao,
    Federico

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